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Asa Boston: "Dad d'you believe in God?"
Robert Boston: "It depends who asks me!"

Bisognava semplicemente portare pazienza fin qui.
La lentezza di questa seconda stagione di Hand Of God può portare molti a decidere di abbandonare subito la visione (soprattutto se hanno visto anche la prima stagione che era di ben altro spessore).
Non bisogna dimenticare però che la serie parla di fede. E infatti anche lo spettatore deve dimostrare la propria fede nei confronti di registi e sceneggiatori, andando avanti nella visione sapendo che la strada per arrivare  al Paradiso è un sentiero irto e difficile.
Ma, alla fine, questo Paradiso arriva e s'intitola "When You Pull The Trigger", l'episodio che rilancia definitivamente questa seconda stagione (come già si preannunciava dalla precedente puntata).
Nonostante, infatti, la solita lentezza scandita da dialoghi a volte geniali e profondi (come quello tra Asa e Robert Boston qui sopracitato), alte volte più insulsi (i continui scambi di battute tra le donne denominate, da ora in poi, "il team-Crystal"), la serie scorre abbastanza bene in un climax crescente di depressione e sconforto per i nostri protagonisti fino alla "rivelazione" (il termine non è usato a caso) ossia il cliffhanger finale destinato a scuotere definitivamente lo spettatore.
Si potrebbe quasi riassumere l'intero episodio con "il ritorno di Pernell Harris". Il giudice più violento e corrotto della storia della televisione americana era stato, in precedenza, accantonato per lasciare spazio alle altre storylines che, in questa stagione, hanno preso il sopravvento (soprattutto per quanto riguarda Crystal, interpretata da una sempre più straordinaria Dana Delany).
In questo episodio, invece, la parabola discendente del giudice Harris arriva al suo culmine per poi finire con il lungo bestemmione che qualsiasi rete televisiva italiana avrebbe censurato dopo due secondi monologo-preghiera sull'altare della chiesa che dà il via al ribaltamento finale della situazione e al ritorno in azione (e in grande stile) di Pernell insieme al fidato Keith.
Un vero e proprio ritorno dell'eroe, tanto per citare Vogler. In effetti la struttura dell'episodio è fatta per creare crescenti momenti di tensione sugli avvenimenti che riguardano il giudice e gli altri protagonisti della serie. In questo senso, anche l'assenza d'azione effettiva delle scene è in realtà compensata da questo clima crescente di tensione che riesce a non far disperdere l'attenzione.
A cominciare dal teaser iniziale, dal forte impatto emotivo e con continui rimandi simbolici (l'uccisione del cervo che è da sempre un animale considerato sacro in molte culture) e citazioni (in particolare a Duel), per poi passare a dialoghi che rivelano caratteri inediti e finora mai visti dei personaggi (un Robert Boston che mette a dura prova la sua calma british e l'accoppiata inedita Keith-Tessie).
Seguono le ormai solite scene di detection riguardo il programma Bathwater del compianto? PJ Harris, ma stavolta da un punto di vista (anche in questo caso) inedito in cui Crystal non è più l'inseguitrice ma la preda (anche qui ritornano le metafore animalesche che accompagnano quelle religiose in un gioco di rimandi e input visivi che denotano la grande scrittura dietro l'episodio). Una preda aiutata poco (e male) dal "team-Crystal" che non riesce ad esserle molto d'aiuto (vedi Denise e la sua ingenuità da bambina delle elementari!).
In generale questo settimo episodio funge da mid-season in quanto tutti i personaggi hanno ormai compiuto il loro primo viaggio di formazione. Ora la curiosità sta nel vedere come agiranno adesso che sono cambiati (a solo tre puntate dalla fine quindi si presuppone che i prossimi episodi saranno condensati di avvenimenti importanti).
Buona intuizione anche quella dell'analisi di Pernell per provare l'"esistenza di Dio" (anche qui con rimandi a Ippocrate e Kurt Godel), quello che, in fondo, è il tema di tutta la serie. Quindi si tratta non solo di un momento importante per le vicende del giudice Harris ma anche del "momento" che tutti gli spettatori attendevano già dalla prima stagione (ovviamente niente spoiler sulla risoluzione).
Non si sa ancora come andrà a finire questa ultima stagione di Hand Of God ma una cosa è certa: questo episodio cambia (in meglio) tutta la storia e niente sarà più come prima!

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Teaser iniziale
  • Preghiera-monologo di Pernell
  • Simbolismi e citazioni
  • Dana Delany
  • Ritorno di Pernell (e Keith) in azione
  • Soliti problemi di lentezza narrativa
  • Denise e la sua ingenuità 

Puntata che riporta in primo piano Pernell dopo un  lungo periodo (quasi tutta la stagione finora) dove si era data più importanza alle altre storylines. Quello che si vede in questo episodio è un vero e proprio ritorno dell'eroe dopo il periodo forse più buio delle sue vicende (e non solo le sue). Il cliffhanger finale è il vero midpoint che apre, di fatto, un nuovo ciclo.

What Do You Hear 2x06ND milioni - ND rating
When You Pull The Trigger 2x07ND milioni - ND rating



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