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8 Maggio 1991

Procede la drammatica partita a scacchi tra Windom Earle e l'Agente Cooper, il quale ha ormai pienamente sposato la causa di Twin Peaks anche nell'abbigliamento. In parallelo, continua anche la partita a scacchi, più metaforica, tra i redivivi Martell (ci sono fin troppi redivivi in questa serie) e Benjamin Horne. Qui, per fortuna, il padrone del Great Northern sembra tornato in possesso delle sue facoltà mentali e ha preparato un piano di battaglia basato su motivazioni ecologiche, come la preservazione del furetto dai piedi neri. Molto meglio delle ricostruzioni di battaglie della Guerra di Secessione in cui si era perso molto tempo (e qualità) nelle scorse puntate. 
Ad aiutarlo arriva un giovane "che si è fatto da sé", con le morbide sembianze di Billy Zane. Per ora non si è ancora capito precisamente il suo ruolo, ma speriamo che sia qualcosa di più che fare gli occhi dolci ad Audrey. Perché, fra l'altro, l'atteggiamento da "non ho l'età" mostrato dalla ragazza risulta poco credibile, a maggior ragione considerando che il pubblico conosce benissimo la sua intraprendenza e sa quanto possa essere capace di compiere prodezze nei più svariati campi. Qui il doppiaggio aggiunge goffaggine a tutta la sequenza: ad un certo punto, lui dice a lei di chiamarlo Jack. In inglese, è l'equivalente italiano di chiedere di darsi del tu. Lei però, nella versione italiana, continua a dargli del lei, per scelta arbitraria dei doppiatori (e chi scrive queste righe lo scrive con senno avendo visto la puntata anche in lingua originale).
La rivelazione, da parte di Nadine, di essersi innamorata di un compagno di classe, con conseguente libertà, per il marito, di mettersi con Norma, completa il quadro di una puntata dove la noia la fa da padrona e non succede praticamente niente, almeno sino ai minuti finali che, al solito, provano a dare un senso alla visione creando suspense per la puntata successiva.
Solo negli ultimi scampoli dell'episodio, infatti, si capisce chi è la donna condannata di cui si parla nel titolo: è Jocelyn Packard. A lei viene riservata una morte molto drammatica e spettacolare, tra le braccia dell'amato sceriffo, mentre compaiono all'improvviso sia Bob che il nano ballerino, il tutto creando quell'ennesimo effetto straniante dovuto alla loro irrazionale presenza e alle loro irrazionali azioni. Qui si può, se non altro, ringraziare la sorte: Frank Silva, interprete dell'inquietante Bob, era arredatore del set e assistente alla scenografia. Ottenne la parte perché la sua immagine, riflessa in uno specchio, rimase nell'inquadratura. La sua emblematica presenza ha così potuto dare spessore a diverse scene o, come in questo caso, a tutta una puntata.  
Certo, la scena di lei che viene "incorporata" nel comodino suscita perplessità, piuttosto che puro terrore, ma è quasi rinfrescante e comunque ben accetta dopo circa quaranta minuti di vuoto e nullità. Per lo meno c'è una promessa di sottotrama interessante per le prossime puntate, a bilanciare i toni da soap opera dilaganti da ogni dove (i malcapitati spettatori si sono pure dovuti subire il pic nic di Donna e James). 
Si percepisce chiara la difficoltà, da parte degli sceneggiatori, di trovare una nuova, forte trama gialla, dopo aver tutto sommato spiegato cosa c'è dietro la morte di Laura Palmer. All'appello rimangono ancora i misteri legati alle due Logge, quel "i gufi non sono quel che sembrano" e ovviamente i vari Bob, Gigante e nano ballerino.

LATI POSITIVI:
  • Almeno nel finale succede qualcosa
  • Ben Horne sembra rinsavito
  • Cooper ha ormai sposato la causa 
  • Donna ha salutato James in partenza: si spera nella potatura di una sottotrama inutile
LATI NEGATIVI:
  • Anestesia generale
  • Billy Zane, di cui non si è ancora ben capito il ruolo

Puntata noiosamente interlocutoria. Di fatto non succede niente sino ai minuti finali. In attesa, dunque, di attendere gli sviluppi e le conseguenze della morte di Jocelyn Packard, nel prossimo episodio, meglio limitare il commento a poche parole, per compensare le lunghe sequenze di vuoto.

VOTO 2/5 



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