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27 Marzo 1991

"Io voglio molto bene a Dana, ma certe volte temo che non mi rivolgerebbe più la parola se le rivelassi tutte le mie fantasie. Le mie fantasie oscure e i sogni interminabili, di uomini altissimi e dei modi in cui possono prendermi, e tenermi sotto il loro controllo."

La puntata si apre su toni cupissimi: l'interrogatorio di Leland Palmer viene introdotto da un'inquadratura virtuosistica, capace di far diventare angosciosi alcuni semplici dettagli delle pareti dell'ufficio dello sceriffo.
A tanta drammaticità si contrappone la leggerezza con cui viene trattata la sottotrama sentimentale in cui sono coinvolti il vice sceriffo Andy e la segretaria Lucy. Non per niente il terzo lato del triangolo che si è venuto a creare è interpretato da Ian Buchanan, ormai rodato attore di soap opera come General Hospital, il quale accentua i toni caricaturali del suo personaggio di seduttore da strapazzo. (Fra l'altro, nella finzione, si chiama Dick. Diminutivo di Richard, certo, ma nomignolo in grado di far sbizzarrire in doppi sensi chi conosce bene l'inglese). 
L'episodio torna a momenti di alta tensione quando si occupa di Audrey Horne, la cui vera identità è stata scoperta dai gestori del One Eyed Jack's. Per fortuna la ragazza viene salvata in extremis dal più improbabile degli alleati.
Anche questo lato drammatico viene controbilanciato e stemperato da una sottotrama più brillante: quella del critico gastronomico in incognito che, a quanto pare, è in visita in città. Questo causa in tutti i ristoratori e gli albergatori la comprensibile ansia e la corsa a mostrarsi al meglio. Fa persino tenerezza, in questo contesto, vedere come Ed Hurley si porti sempre dentro la sua natura di bulletto da luna park, anche se ormai non è più un ragazzino. Maglietta a maniche corte e giubbino di pelle non mentono.
Per quanto riguarda elementi utili a dare una risposta da cui tutto è partito, cioè "Chi ha ucciso Laura Palmer?", non c'è molto da segnalare. Certo, grazie ad Harold Smith, è saltato fuori un diario segreto della ragazza (vedere citazione sopra), contrapposto a quello "ufficiale", modello piccola Katy, da riempire soltanto con annotazioni piacevoli, casomai qualcuno l'avesse letto. Le frasi lette a Dana, però, parlano solo delle difficoltà di Laura nel confidarsi con l'amica, da lei sentita distante e incapace di comprendere la brutta situazione in cui la ragazza si era cacciata. Nulla di determinante per capire, ad esempio, chi sia e da dove venga Bob. A quanto pare, comunque, non c'era nessun Robert né famiglia Robertson nella casa ai Pearl Lakes, dove Leland Palmer trascorreva le vacanze da ragazzino, per cui questa pista si è rivelata un vicolo cieco.    

LATI POSITIVI:
  • Audrey Horne è libera.
  • Buon bilanciamento di momenti più seri e più leggeri
  • Comicità
  • Dettagli virtuosistici nella sequenza iniziale
LATI NEGATIVI:
  • Abbiamo pochi nuovi indizi su chi, effettivamente, abbia ucciso Laura Palmer
  • Bob è ancora a piede libero

La narrazione alterna abilmente momenti comici e drammatici. Curiosità per chi volesse saperne di più: un diario di Laura Palmer esiste veramente, anche in traduzione italiana. L'ha scritto Jennifer Lynch, figlia di David. Parte da quando Laura aveva circa 12 anni e racconta molti antefatti delle vicende narrate nella serie.   

VOTO 4/5 



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